COLLEGIO UNIVERSITARIO DEI CAVALIERI DEL LAVORO
"LAMARO POZZANI"
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Seminari

Ogni anno possono essere tenuti, anche su proposta degli studenti, alcuni seminari di approfondimento su tematiche specifiche.

 

2014/2015: C++ e programmazione object-oriented

2014/2015: La dottrina sociale della Chiesa. Politica, persona, sussidiarietà

2013/2014: Il diritto musulmano

2013/2014: Public speaking

2010/2011: Programmazione Java

2009/2010: Energia

 

 

 

2014/2015: C++ e programmazione object-oriented

Fra i mesi di novembre 2014 e febbraio 2015 si è svolto un corso tenuto da Giulio Picierro dell’Università di Roma “Tor Vergata” sulla programmazione base del linguaggio C++, in un’ottica più generale dei linguaggi orientati agli oggetti. Il progetto, che si è articolato in forma seminariale con otto incontri di un’ora e mezza ciascuno, era rivolto principalmente agli studenti impegnati in facoltà scientifiche, per i quali la conoscenza di un linguaggio di programmazione aggiuntivo rappresenta un significativo potenziamento delle abilità necessarie per affrontare il mondo del lavoro del terzo millennio.

La programmazione a oggetti è oggi la modalità principale per la scrittura dei software più evoluti, dai sistemi operativi ai simulatori, alle applicazioni professionali in ogni ambito, ai client dei servizi cloud. Le applicazioni sono innumerevoli e coprono vaste aree lavorative, dalla stretta applicazione come sviluppatore per le software house alla gestione dei dati in azienda, alla ricerca mediata dallo strumento computazionale.

Dal punto di vista tecnico, si tratta di un paradigma di programmazione che prevede la creazione, all’interno del codice, di una serie di strutture dati – gli oggetti – caratterizzati da un’elevata astrazione e riconoscibili dal computer che esegue il codice grazie agli attributi che lo caratterizzano. Interagire con gli oggetti è molto più comodo e “umano” che non utilizzare l’altro paradigma, cosiddetto “procedurale”, in cui il computer – e dunque l’utente che utilizza il software – è vincolato a seguire una sequenza prestabilita dal programmatore.
In particolare, il corso era incentrato sul linguaggio C++, uno dei più consolidati dell’industria informatica. Creato da Bjarne Stroustrup nel 1983, da allora ha visto numerose versioni, la più aggiornata delle quali è C++11, risalente appunto al 2011. Ha la potenza del linguaggio C, da cui è derivato e sulle cui fondamenta è stata costruita la sintassi per adattarlo all’orientamento agli oggetti. Si tratta oltretutto di un linguaggio open source, cioè implementabile liberamente, in qualsiasi tipo di codice e per qualsiasi scopo.

Il corso, dopo l’introduzione del paradigma di programmazione orientata agli oggetti, ha gettato le basi del linguaggio C++ e si è poi concentrato sullo sviluppo di vari codici, tutti basati sulla libreria standard del C++. I codici simulavano gestioni di magazzino, account bancari, l’elenco di ordini di una libreria, a sottolineare l’ampia applicabilità del progetto.
Il corso ha visto la partecipazione di una quindicina di ragazzi, non tutti provenienti da corsi di laurea che prevedono esami di programmazione. Ad esso si è dunque affiancata un’attività parallela di gruppo, per aiutare chi non aveva solide basi ad acquisire le competenze necessarie per seguire le lezioni.

 

 

 

2014/2015: La Dottrina Sociale della Chiesa. Politica, persona sussidiarietà

Che cos'è la Dottrina Sociale della Chiesa? Un nome così vetusto, da far rabbrividire gli anticlericali e storcere il naso ai più, contiene ancora un messaggio utile e interessante per noi giovani? Di continuo, in effetti, riceviamo inviti a una nuova "ecologia umana", a invertire la "cultura dello scarto", all'attenzione alle periferie e Papa Francesco attinge con forza e dalla forza della Dottrina sociale, oltre che del Vangelo.
È nata così l'idea di organizzare un seminario in Collegio, partendo dalla proposta di OL3, un gruppo di giovani romani che hanno accolto la sfida di Giovanni Paolo II, che alla GMG di Roma li invitò a sporcarsi le mani. Non solo a Roma, ma in tutta Italia, raccontando i contenuti della DSC in maniera semplice, diretta e innovativa. Il loro motto è: "né indignati, né rassegnati, immischiati".

Il percorso, con l’obiettivo di risalire alla fonte dell’impegno politico, si è svolto in cinque tappe ed è stato guidato da Simone Budini. La necessaria premessa è un’operazione di smascheramento dei due modelli di uomo (e quindi di società e di politica) nei quali siamo tuttora ingabbiati: da una parte quello di un individuo lasciato libero, senza limiti e senza obblighi verso gli altri, con una attenzione tutta rivolta ai beni personali; dall’altra quello che trasforma l’individuo in un ingranaggio di un meccanismo più grande, lo stato, al quale viene affidata la responsabilità dei beni comuni (risorse come l'acqua, ma non il bene comune, di cui siamo alla ricerca). Portati all'estremo, questi modelli hanno prodotto le ideologie del secolo scorso. I sistemi del socialismo reale si sono rivelati sistemi di oppressione della libertà. La crisi finanziaria (e poi economico-sociale) del 2007 ha però rilanciato la riflessione sui limiti di un mercato globale senza regole e senza solidarietà.

Il fulcro della proposta della Dottrina Sociale della Chiesa è di andare oltre, di guardare agli altri non più come individui, bensì come persone: ogni uomo è unico e irripetibile, perciò ha una sua dignità inalienabile, qualunque cosa faccia. Definito il CHI della politica, ovvero la persona, per trovarne il DOVE si è usato il concetto di sussidiarietà. Una società che ha tolto la figura del padre, e di chiunque ponesse dei limiti, non riesce più a far crescere i suoi figli. Sussidiarietà (subsidium) vuol dire dare un sostegno, un appoggio: la famiglia è sussidio per i propri figli, come la società deve essere luogo fertile dove tutti i cittadini (anche quelli già cresciuti di età) possano crescere e dare frutto, esprimere il loro potenziale. Anche una crescita economica senza una guida non porta buoni frutti.

Come realizzare questo? Con la solidarietà. Essere "legati in solido" vuol dire essere garanti, essere disposti a saldare il debito di un altro. "Io sono qui, al tuo fianco" è la frase di un amico, pronto ad aiutare. Allo stesso modo, la Politica, per creare un contesto fertile, dove i cittadini si sentano a loro agio e possano crescere, deve farsi garante delle difficoltà dei più deboli, aprire e consolidare gli spazi di libertà degli individui (delle persone) e valorizzare al tempo stesso la responsabilità verso gli altri, l’orientamento alla realizzazione del bene comune. È in questo modo che diventa bello anche “fare politica”.

 

 

 

2013/2014: Il diritto musulmano

Il Collegio, su proposta di un gruppo di studenti di facoltà eterogenee, ha chiesto al Prof. Massimo Papa, docente di diritto musulmano e dei paesi islamici presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, dove è anche direttore del Centro interdisciplinare di studi sul mondo islamico, di organizzare questo percorso di approfondimento, che si è articolato in quattro lezioni, in cui sono stati trattati in maniera scientifica e scevra da pregiudizi diversi temi di grande impatto sociale e giuridico.

Il primo incontro è stato dedicato a chiarire il rapporto che intercorre nel mondo musulmano tra diritto, società e religione: svestito l’habitus mentale tipico del cittadino occidentale, il professore ci ha accompagnati nella scoperta di un mondo culturale in cui la religione si fonde con il diritto. La Shari’a, caratterizzata come Lex Divina che si impone a tutti i credenti della comunità musulmana, assurge a sistema giuridico, etico e religioso su cui si fonda tutto il mondo islamico. L’analisi diacronica della storia del diritto islamico si è soffermata in particolare sul sistema delle fonti e sulla recezione del diritto europeo, con interessanti incursioni nel diritto costituzionale degli Stati musulmani contemporanei.

Gettate le fondamenta, sono state oggetto di riflessione tre macroaree: quella della finanza islamica, quella del diritto di famiglia e dello statuto personale islamico, con particolare attenzione alla figura femminile e ai movimenti femministi di matrice musulmana, e quella dell’integrazione delle comunità islamiche in seguito alle cospicue ondate migratorie.

La peculiarità del sistema contrattualistico che sta alla base delle attività bancarie e finanziarie del mondo islamico risiede nel divieto sciaraitico dell’interesse, ma non dell’utile: in quest’ultimo caso, infatti, il soggetto che presta il denaro si assume un rischio e il denaro guadagnato è frutto di quel “sudore della fronte” cui si riferisce il Corano. Le profonde differenze con i sistemi occidentali si impongono anche ad un osservatore distratto, così come le potenzialità che la visione musulmana etica e solidaristica della finanza può esprimere in questo periodo di crisi economica. Ne è prova il fatto che i contratti di mutuo così come regolati dal diritto islamico trovano sempre più diffusione nel mondo anglosassone anche tra i non credenti, per la loro intrinseca stabilità.

L’attenzione si è quindi spostata verso quei tratti che sono vissuti come maggiormente problematici nel rapporto con il mondo occidentale, come la parità di genere e le diverse questioni legate all’istituto del matrimonio. Un esempio è quello dell’età legale per contrarlo, individuata nel Corano nella pubertà. Molte legislazioni hanno innalzato questo limite e fissato un’età minima che si colloca tra i 16 e i 21 anni, ma il fenomeno delle spose bambine è tutt’altro che superato, soprattutto nei luoghi in cui è forte l’influenza della componente consuetudinaria del diritto. È stato affrontato anche il problema del divieto per una donna islamica di sposare un uomo non musulmano e del generale “imbarazzo” dei matrimoni misti, che oggi sono all’ordine del giorno. Il prof. Papa ha messo a nostra disposizione la sua esperienza in questo campo per aiutarci a comprendere la complessità che un giurista occidentale si trova ad affrontare nel risolvere questioni di diritto di famiglia islamico. L’ultima lezione è stata dedicata all’analisi dell’esperienza quotidiana dell’incontro tra culture, senza eludere questioni delicate come quella dei diritti degli stranieri e la necessità di contemperare il diritto alla libertà di culto e quello alla sicurezza dello Stato.

 

 

 

2013/2014: Public speaking

Nel corso del secondo semestre di questo anno accademico è stato organizzato un seminario di Public Speaking, tenuto dalla professoressa Paola Perna, consulente in comunicazione per aziende e imprese, già ospite del collegio insieme al Presidente del Gruppo Lombardo dei Cavalieri del Lavoro Luigi Roth. La docente ha approfondito gli argomenti e i consigli cui aveva accennato durante l’incontro serale, dando occasione agli studenti di ascoltare e analizzare discorsi famosi per la loro influenza e il loro successo, ma anche di cimentarsi in esercizi oratori poi registrati, così da poter osservare i propri pregi e difetti e trarne spunti di miglioramento e crescita.

Le lezioni del seminario hanno preso avvio dalla riflessione sull’importanza che riveste la componente paraverbale di un discorso quando si è di fronte a un pubblico molto vario: in tal caso è impossibile indovinare gli schemi interpretativi delle singole persone e la comunicazione verbale non è sufficiente per trasmettere in modo efficace i concetti e mantenere allo stesso tempo l’attenzione della platea.

Fare un discorso di fronte a un pubblico è spesso una sfida che molti evitano per paura dell’inevitabile giudizio della platea e dell’incapacità di gestire l’agitazione. Si è osservato che a causa dell’ansia di voler comunicare il proprio messaggio non si considera adeguatamente l’altro fondamentale attore della comunicazione, cioè il pubblico, che si sente poco chiamato in causa e non presta un’adeguata attenzione. Inoltre, l’inesperienza nel tenere un discorso in pubblico e nell’organizzazione dei contenuti da veicolare spesso porta a prendere tempo con espedienti sonori (i famosissimi e vituperati “ehm”) o con espressioni poco felici e inappropriate. Prendendo spunto da queste considerazioni, la prof.ssa Perna ha sottolineato l’importanza di stilare una mappa concettuale su cui costruire l’intervento, così da focalizzare i contenuti essenziali da trasmettere, e del corretto uso delle pause, che lasciano a chi ascolta il tempo di riorganizzare i pensieri e assorbire i concetti appena ricevuti; non solo chi parla, infatti, vorrebbe più tempo per non perdere il filo del discorso, ma spesso anche gli ascoltatori hanno bisogno di tempo per fissare i concetti più importanti.

Una lezione è stata incentrata sulla tecnica dello storytelling, molto utile se si vuol esser certi di mantenere l’attenzione focalizzata su di sé. Attraverso la visione di un video in cui Dario Fo racconta in modo estremamente vivido e visionario la storia di Caino e Abele è iniziata, per opposizione, un’analisi di cosa non fare per non dare l’impressione di “star parlando a se stessi”. Tenere lo sguardo fissato a terra o puntare gli occhi verso il soffitto sono due degli atteggiamenti da evitare assolutamente: è importante volgere lo sguardo al pubblico, così da abbattere ogni possibile barriera e stabilire una comunicazione efficace e diretta.

Infine, il concetto cardine del “rispetto” per il pubblico è stato declinato come “rispetto delle aspettative” di chi ascolta. La professoressa ha spiegato il valore della coerenza nel rapporto con la platea e del rispetto dei tempi stabiliti nel caso ve ne siano (ad esempio durante un meeting con più interventi).

Il seminario è stato utile e illuminante, soprattutto per i meno avvezzi a questo genere di performance, e sicuramente non saranno dimenticate le importantissime “sette S”, sette preziosi consigli riassuntivi del messaggio didattico di questo seminario; chi vuole fare un discorso davvero memorabile non dimentichi mai di cercare: semplicità, sintesi, struttura, seduzione, simpatia, stravaganza e stile.

 

 

 

2010/2011: Programmazione Java

Si è concluso il ciclo di seminari sul linguaggio di programmazione Java, tenuto dal professor Giovanni Organtini, docente presso il Dipartimento di Fisica dell'Università di Roma “La Sapienza”.

Il corso si è articolato in 5 settimane ed è stato finalizzato all'approfondimento del concetto di programmazione object-oriented e della sintassi di Java.
Durante il corso delle lezioni sono stati introdotti i principali costrutti del linguaggio, con lo specifico obiettivo di realizzare una applicazione di tipo client-server.

Il programma finale, nel suo complesso, calcola il moto dei pianeti attorno al sole, in base alla legge  di gravitazione universale, manda i dati sulla rete e tramite un'altra applicazione genera il render grafico della dinamica newtoniana.

Il corso ha avuto luogo nella nuova aula informatica “Cav. Lav. Antonio Annunziata”, recentemente rinnovata e dotata di computer sui quali è installata una virtual machine di Linux. 

 

 

 

2009/2010: Seminario sull'energia

Alla questione energetica, oggi centrale nel dibattito economico, politico e scientifico, il Collegio ha dedicato nell’anno accademico 2009/2010 due iniziative. La prima è il numero 3/2009 della rivista “Panorama per i giovani”, incentrato su ottimizzazione e risparmio del “bene” energia. La seconda è stata un ciclo di incontri di approfondimento su mercato elettrico, fonti e tecnologie energetiche.

Il seminario, proposto da alcuni studenti, ha riscosso un interesse notevole e “trasversale” tra gli allievi: hanno partecipato studenti di fisica, ingegneria ed economia, ma anche di medicina, lettere e matematica. L'attività seminariale si è articolata in quattro incontri nei primi mesi dell'anno, a partire da una presentazione introduttiva tenuta per tutti gli allievi del Collegio in novembre dal Presidente di Terna, il Cavaliere del Lavoro Luigi Roth.

L'Ingegnere Gianni Vittorio Armani – Direttore Pianificazione e Sviluppo Rete di Terna – ha inaugurato le serate il 25 Gennaio, inquadrando economicamente le dinamiche del settore energetico in Italia. Ha spiegato ruolo e funzionamento del mercato elettrico italiano e quindi come si debbano valutare gli investimenti sulla rete, guardando ai loro potenziali effetti sul mercato stesso. Il dibattito seguito alla presentazione ha poi focalizzato la discussione sul costo dell'energia elettrica in Italia e sulle azioni di monitoraggio del mercato energetico.

Al secondo incontro ha partecipato il prof. Marco Gambini, ordinario del corso “Sistemi per l'Energia e l'Ambiente” presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università “Tor Vergata”. Argomento della serata è stato l'analisi e la valutazione degli aspetti ambientali connessi alla produzione di energia da fonti fossili. Il professore ha confrontato tra loro le fonti tradizionali, concentrando l'attenzione sulle quantità di anidride carbonica emessa. Si è così compresa l'effettiva dimensione che dovrebbe avere un'azione in grado di produrre risultati apprezzabili: solo un impegno globale che differenzi ed integri le fonti di produzione può portare al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi internazionali. In particolare il prof. Gambini ha illustrato un modello – la teoria dei cunei di stabilizzazione – la cui applicazione potrebbe effettivamente garantirci di mantenere costante il tasso di immissione di CO2 nei prossimi 50 anni. Il successivo dibattito ha indagato ulteriormente le possibilità di attuazione e successo del modello illustrato, discutendo anche sull'efficacia degli incentivi come sistema di indirizzamento di politiche energetiche.

Gli ultimi incontri hanno infine approfondito i due sistemi di produzione di energia elettrica oggi più discussi: fissione nucleare ed utilizzo di fonti rinnovabili.

A parlare di energia nucleare è stato l'Ingegnere Ugo Spezia, Segretario Generale dell'Ain (Associazione italiana nucleare). L’Ingegnere ha scelto di organizzare la sua presentazione come una raccolta di confutazioni di quelle che ha definito “realtà virtuali”: assunzioni tendenziose, incomplete e spesso false, costantemente presenti nei dibattiti e strumentalizzate dai mass media. Si va dal costo del nucleare allo smaltimento delle scorie, dal suo abbandono da parte dei paesi che ne fanno uso a favore delle fonti rinnovabili (vedi Germania) alla presunta obsolescenza della tecnologia nucleare stessa. Tutti argomenti trattati in maniera scientifica e puntuale, con il supporto di dati riconosciuti dalla comunità internazionale. Infine, l'Ingegnere ha voluto sottolineare quanto sia dannoso impostare l'analisi della questione energetica pensando le fonti e le tecnologie disponibili in competizione tra loro.

Particolarmente chiari e lucidamente “onesti” sono stati anche i risultati dell’incontro conclusivo del seminario, quello con il prof. Angelo Spena, Presidente del Consiglio del corso di laurea in Ingegneria per l'ambiente e il territorio a “Tor Vergata”. Il professore ha parlato di fonti rinnovabili, evidenziando i paradossi, spesso tenuti celati nei dibattiti pubblici, connessi al loro uso. Quando pensiamo alle fonti rinnovabili come soluzione globale della questione energetica, ecco che il problema si sposta dalla scarsità delle risorse alla scarsità di “materia” (per esempio il silicio) necessaria per costruire gli impianti. In sistemi locali, di dimensione ridotta, le rinnovabili possono essere con successo una risposta. Ma una soluzione complessiva non può passare unicamente da queste fonti. Il prof. Spena ha messo in guardia il suo uditorio dai facili successi, dalle promesse ed aspettative che i sostenitori delle rinnovabili possono alimentare. Molto utili le indicazioni finali suggerite per valutare compiutamente l'effettiva competitività di una fonte energetica: la disponibilità di materia per gli impianti e la durata dell'impianto stesso, l'efficienza della conversione energetica ed il costo di installazione.

Il bilancio dell'attività svolta è certamente positivo. Il seminario ha rappresentato un esempio del modello formativo che caratterizza il Collegio: affrontare da differenti punti di vista questioni attuali e complesse, ascoltare competenze e professionalità diverse, confrontare criticamente dati, statistiche e posizioni di pensiero per stimolare ed alimentare un'attenta, informata e lucida curiosità.

 

 

Fra le iniziative degli ultimi anni ricordiamo anche:

  • gli incontri sulla figura e l’opera di Angelo Costa, che hanno portato alla realizzazione del volume curato dalle professoresse Vera Zamagni e Francesca Fauri per la Collana “Dario Mazzi”, edita dal Mulino;
  • il ciclo di lezioni sulle Neuroscienze organizzato dal prof. Eugenio Gaudio, laureato del Collegio e Vice Preside della prima facoltà di medicina dell'Università "la Sapienza";
  • i tre moduli del seminario sugli aspetti teorici e sulla degustazione del vino realizzati in collaborazione con Slowfood.
  • il ciclo di incontri sulle nuove tecnologie nel settore dei monitor, a cura degli ingegneri Stefano Necci e Davide Spagnoli
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