COLLEGIO UNIVERSITARIO DEI CAVALIERI DEL LAVORO
"LAMARO POZZANI"
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NEWS 2008/2009
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In giro per Roma.
Un'escursione degli studenti del primo e dell'ultimo anno, per scoprire meglio le bellezze di Roma.

C’è un volto di Roma che non tutti conoscono. Roma non è soltanto caos, rumore, burocrazia e tutto ciò che solitamente appartiene alla metropoli. Roma è anche rurale, campestre. Basta allontanarsi un po’ dal centro per comprenderlo, per scoprirlo, viverlo. E poi, tornare in centro, per apprezzarlo.

È stato proprio questo l’obiettivo che si è voluto raggiungere con l’escursione del 12 ottobre, organizzata dal Collegio per rispolverare una tradizione: studenti dell’ultimo anno e del primo, insieme, ognuno con le proprie gambe, guidati dal direttore, dalla signora Anna Rosa e dalla segretaria Alessandra Poli. Con partenza dalla Chiesa di S. Policarpo, presso il Parco degli Acquedotti, si è giunti all’Appia antica, completamente immersi nel verde, fra ruderi di sepolcri e mausolei, respirando un’aria insolita per chi è abituato alla routine della capitale. Un’aria di storia agreste, di contadini, di amore per la terra, un’aria di conquiste, di trofei, di monumentalità e, poi, un’aria pulita.

Dal Mausoleo di Cecilia Metella e dal Castello Caetani si è poi proseguito sino al Circo di Massenzio, per inoltrarsi nella valle della Caffarella, giungere alla Porta S. Sebastiano e all’Arco di Druso, fino alle terme di Caracalla, ritrovando gradualmente la Roma di oggi.

Muoversi a piedi permette di ascoltare e osservare: di accorgersi che non si è mai saliti sul Palatino, che costeggiare il circo Massimo di mattina può essere più affascinante della sera, che la piazza della Bocca della Verità è meglio di un libro di storia dell’arte.

Dopo un pranzo ristoratore, nel quartiere di Trastevere, anziani e matricole vengono guidati a una visita alla basilica di S. Cecilia in Trastevere, fra pittura, architettura, religione e leggenda. Dal cortile esterno, all’interno dalla planimetria simile a S. Sabina, con affreschi del Cavallini e il ciborio eretto da Arnolfo di Cambio, si attraversano secoli di storia, vicissitudini fra papi, da Urbano I, testimone del martirio, a Papa Pasquale I, riesumatore di reliquie, sino ai primi anni del 1600. Infine, con la affascinante cripta restaurata, si arriva al 1900 e, tra un mosaico e un balneum, anche la visita volge al termine.

Ognuno può tornare a casa, in collegio o continuare a esplorare Roma, in ogni modo arricchito non soltanto da tutto ciò che ha visto e sentito, ma anche dall’esperienza umana vissuta, matricole con anziani, anziani con matricole, matricole fra matricole, anziani fra anziani. Ognuno avrà scoperto qualcosa di Roma, del quale ignorava l’esistenza, ma avrà scoperto anche qualcosa di sé e degli altri.

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