COLLEGIO UNIVERSITARIO DEI CAVALIERI DEL LAVORO
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Giampiero Auletta Armenise Eurostilità : soluzione o problema catastrofico?
Il terzo incontro del mese di novembre è stato tenuto dal dott. Giampiero Auletta Armenise, presidente di Rotschild Italia e vice-presidente del movimento europeo nel nostro paese.

Il terzo incontro del mese di novembre è stato tenuto dal dott. Giampiero Auletta Armenise, presidente di Rotschild Italia e vice-presidente del movimento europeo nel nostro paese. Il sentimento di sfiducia e di diffidenza nei confronti dell’Europa, che appare sempre più diffuso nell’opinione pubblica, è stato il punto di partenza della riflessione proposta agli studenti del Collegio.

Il dott. Giampiero Auletta Armenise,
presidente di Rotschild Italia

Il dottor Auletta Armenise ha quindi evidenziato le ragioni fondamentali di questa situazione, insieme ai limiti delle misure assunte a seguito della crisi economica esplosa nel 2007-2008 e alle conseguenze di  un dibattito politico che propone troppo spesso un’analisi fuorviante degli eventi europei.

Sull’Italia, come è noto, l’impatto della crisi è stato particolarmente pesante e ha comportato un drastico abbattimento di PIL.  Di qui l’esigenza di affrontare in modo finalmente deciso ed efficace il nodo delle riforme strutturali delle quali ha bisogno il paese per  risolvere i problemi che più ne condizionano l’economia, a partire dal debito pubblico e dalla ridotta produttività e competitività delle imprese. E l’Europa va vista in questa prospettiva come una piattaforma di rilancio, per le opportunità garantite dal mercato unico ma anche per le garanzie di stabilità offerte dalla moneta unica, senza la quale le difficoltà sarebbero ben maggiori di quelle attuali. 

L’accento è stato infine posto sull’ “errore” dell’Europa: nella costruzione del progetto europeo l’unione politica è stata subordinata, per ragioni che si possono in parte anche comprendere, al raggiungimento dell’unione economica. Il “deficit politico” che ne deriva grava sull’Unione Europea e ne limita in modo decisivo lo spettro d’azione, soprattutto in un momento come quello attuale.

Il bisogno di un’azione riformatrice è profondo: solo coordinando gli sforzi degli Stati Membri nell’ottica del raggiungimento di obiettivi comuni l’Europa non sarà più la somma dei Ventotto, ma costituirà un valore aggiunto a beneficio di tutti i suoi cittadini. 

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