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Luca Gnan: come si governano le piccole e medie imprese.
L'ultimo incontro del mese di Novembre è stato tenuto dal prof. Luca Gnan, docente di Comportamento Organizzativo presso la Facoltà  di Economia dell'Università  Tor Vergata di Roma.

L’ultimo incontro del mese di Novembre è stato tenuto dal prof. Luca Gnan, docente di Comportamento Organizzativo presso la Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata di Roma. Il professor Gnan ha trattato delle piccole e medie imprese, che costituiscono la “spina dorsale” dell’economia del nostro Paese.

Il prof. Luca Gnan, docente di Comportamento Organizzativo
presso la Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata di Roma

L’accento è stato posto subito sui dati: a fronte di più di 5 milioni di imprese presenti sul territorio italiano, circa il 98% è rappresentato da PMI, di cui le piccole imprese (con meno di 50 dipendenti) compongono il 95%. Inoltre le PMI sono fonte del 60% dell’occupazione sul nostro territorio e del 70% del PIL nazionale.

Da ciò si deduce che le PMI non vanno considerate come una fase di passaggio in prospettiva della grande impresa, bensì come un punto di arrivo che necessita di forme e complessità organizzative rispondenti ad esigenze di mercato peculiari.

L’introduzione del concetto di soggetto economico (chi contribuisce in maniera critica alla sopravvivenza dell’impresa) è stata funzionale all’analisi delle dinamiche interne alla gestione delle imprese familiari, tipologia di impresa prevalente in Italia (84% delle PMI), in Europa, negli U.S.A. e in crescita anche in Cina.

La dimensione valoriale molto forte e la dimensione socio-emozionale degli obbiettivi sono quei fattori caratteristici che le permettono di attecchire in così larga misura sul territorio nazionale.

Per affrontare le problematiche di governance delle PMI sono state introdotte alcune teorie, tra cui la stewardship theory, che prevede l’introduzione di veicoli informali (il consiglio di famiglia o i patti di famiglia) che curino la sfera di gestione dei diversi rapporti, in opposizione alla teoria dell’agenzia, che prevede meccanismi di controllo interno formali per far fronte all’ipotesi di comportamenti opportunistici da parte dei manager.

Durante il dibattito il professor Gnan si è espresso a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI italiane nella prospettiva di presidiare mercati altamente competitivi, sottolineando i rischi connessi al passaggio generazionale e il fatto che la vita media utile di una PMI è di circa 20-30 anni.

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