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Sicurezza, Governance e Riforme: “Governare le fragilità” con Roberto Garofoli

21.03.2025

di Marco Piermarini

La sera del 17 marzo, il Collegio “Lamaro Pozzani” ha ospitato un incontro con Roberto Garofoli, presidente di Sezione del Consiglio di Stato e già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Draghi, in occasione della presentazione del suo ultimo libro, Governare le fragilità, scritto a quattro mani con il professor Bernardo Giorgio Mattarella. L’evento è stato moderato dagli studenti Vittoria Maria Resta e Giovanni Luca Palombella.

L’intensa serata si è snodata intorno ai temi fondamentali del libro, in cui gli autori analizzano i punti deboli del sistema italiano e suggeriscono soluzioni concrete per affrontare le sfide attuali in tema di politica estera, approvvigionamento energetico, difesa nazionale e razionalizzazione della spesa pubblica, sottolineando come siano necessarie misure precise e ponderate.

Nel corso della discussione, Resta e Palombella hanno posto domande puntuali riguardo alla forma stilistica del libro, descrivendolo come un “referto medico della situazione della nostra Repubblica”. Garofoli ha colto l’occasione per evidenziare come, in un mondo caratterizzato da profondi mutamenti geopolitici, alcune fragilità strutturali del nostro Paese influiscano sulla competitività e sulla sicurezza. “Nel mondo prima dell’attacco all’Ucraina potevamo permetterci di essere dipendenti dall’estero per quanto riguarda le materie prime, ma oggi si va verso la chiusura dei mercati” ha spiegato, sottolineando come il ritorno di dinamiche protezionistiche renda ancora più urgente il rafforzamento delle capacità strategiche nazionali. Garofoli ha poi evidenziato come i governi siano spesso catturati dalle emergenze quotidiane, con difficoltà a impostare politiche di medio-lungo termine: “È necessario mettere in atto queste politiche con urgenza, ma nella consapevolezza che esse richiedono del tempo”.

Al centro della discussione è emerso anche il delicato tema della difesa e sicurezza, su cui Garofoli ha sottolineato l’importanza di politiche di sicurezza nazionale che siano al passo con le sfide moderne, come la cyber-sicurezza e le nuove minacce globali. “Le minacce alla sicurezza di un Paese oggi non si esauriscono più solo con quella militare” ha affermato, evidenziando il ruolo crescente delle campagne di disinformazione e degli attacchi informatici su questo fronte. Particolare attenzione è stata riservata al tema dell’approvvigionamento energetico, definito da Garofoli un “fattore di fortissima vulnerabilità” per l’Italia. L’ospite ha poi richiamato la necessità di una riforma complessiva del sistema di sicurezza nazionale, sottolineando come oggi esso risulti frammentato tra diversi ambiti – difesa, cyber-security, intelligence e golden power – senza un adeguato coordinamento strategico. “Manca una strategia di sicurezza nazionale che passi per l’individuazione di minacce, priorità e mezzi per perseguirle, anche attraverso la costituzione di un organismo che raccordi le diverse parti nel dare attuazione a questa strategia, come avviene in Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Canada” ha spiegato Garofoli, indicando questa riforma come una delle priorità più urgenti.

Nella seconda parte della serata, gli studenti hanno posto domande sull’attuale situazione dell’Europa in questo periodo di trasformazioni geopolitiche e sulla possibilità di uno snellimento del sistema burocratico europeo, anche alla luce delle sfide prospettate dalla nuova presidenza Trump. Garofoli ha evidenziato come l’Unione Europea abbia risposto con tempestività all’allentamento dell’impegno statunitense in Europa, ma ha sottolineato come ciò non sia sufficiente se non accompagnato da una strategia più incisiva per il rafforzamento delle capacità di difesa e autonomia economica del continente.

Il dibattito ha toccato anche il tema della regolamentazione normativa, con Garofoli che ha evidenziato come il problema non risieda tanto nel numero delle leggi quanto nella loro qualità: “Le norme devono essere ripulite da difetti di chiarezza, che si riflettono in inefficienze dell’amministrazione e dell’autorità giudiziaria”. L’autore ha sottolineato l’importanza di una semplificazione burocratica, in particolare per attrarre investimenti dall’estero, proponendo di superare il sistema del “silenzio-assenso” a favore di un modello che garantisca procedure più snelle ed efficienti.

L’incontro ha offerto una panoramica ampia e approfondita sulle fragilità strutturali del nostro Paese e sulle possibili soluzioni per affrontarle. Garofoli ha concluso sottolineando come governare le fragilità significhi non solo riconoscerle, ma adottare un approccio razionale e lungimirante per trasformarle in punti di forza.